Paola Mapelli si racconta come mamma
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Paola Mapelli si racconta come mamma

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Paola Mapelli, co-founder di The Maptique Studio, ha costruito negli anni un mondo fatto di creatività, viaggi e lifestyle contemporaneo. Oggi, però, accanto al lavoro e ai suoi progetti, c’è una nuova dimensione che ha cambiato il suo modo di vivere la quotidianità: la maternità. In occasione della Festa della Mamma, ci racconta questo nuovo capitolo della sua vita.

Tra creatività e lifestyle: chi è Paola Mapelli

Paola Mapelli è co-founder di The Maptique Studio, creative boutique agency milanese nata dall’incontro tra travel culture, moda, branding e storytelling contemporaneo.

Dopo esperienze internazionali tra Seoul, Shanghai, New York e Londra, ha costruito insieme ad Agnese Violati un progetto capace di trasformare il gusto per la scoperta e l’estetica in un linguaggio creativo riconoscibile, raffinato e profondamente personale.

Dietro l’immagine cosmopolita e il ritmo dinamico del suo lavoro, emerge però anche una dimensione più intima: quella della maternità, vissuta come un cambiamento silenzioso ma radicale, capace di ridefinire priorità, tempo e sensibilità.

In occasione della Festa della Mamma, abbiamo incontrato Paola per parlare di equilibrio, quotidianità e di come essere madre abbia cambiato il suo modo di vivere — e di guardare il mondo.

Paola Mapelli si racconta

Un racconto personale e autentico su cosa significhi oggi, per Paola Mapelli, essere mamma.


Qual è stato l’aspetto della tua vita che è maggiormente cambiato da quando sei diventata mamma?

Paola: Sicuramente la visione della vita in sé e l’apertura al mondo. Penso che la vita sia tutta cambiata, è vero quando lo dicono, in tutti i sensi. Ovviamente non hai più la libertà di fare cose come se esistessi solo tu e pensi non più solo a te stessa/al tuo compagno, quindi ci sono le solite considerazioni. Ma credo che mi abbia alleggerita, migliorata e smussata; sicuramente mi ha confermato la bellezza della vita, la gioia, l’amplificazione dei sentimenti e la gratitudine in tutti i colori.


I bambini ogni giorno ci insegnano qualcosa: ti va di raccontarci ciò che tua figlia Aria ti ha insegnato in questi suoi primi anni di vita?

Paola: Mi ha insegnato la dote della pazienza e la gioia delle scoperte/dei piccoli gesti. Prima ero impaziente e una trottola, ora sono molto più «tranquilla». Mi piace tantissimo il tempo con lei, quindi mi ha insegnato a selezionare, a pensare al fatto che tutto passa e che tutto scorre, a volte anche troppo velocemente. Mi ha aiutato a focalizzarmi di più. E poi la bellezza dello scoprire il mondo insieme non ha prezzo.


Qual è stato il primo capo /accessorio che hai acquistato quando hai scoperto di essere incinta? E il primo regalo ricevuto?

Paola: Il primo acquisto sono stati alcuni abiti firmati da un’amica francese, designer di childrenswear con base a Lisbona, Paloma Collection. In realtà, per me ho acquistato molto poco, preferendo reinterpretare capi oversize miei e di mio marito.
Il primo regalo ricevuto è stato un bracciale con scritto il suo nome, mentre il mio primo regalo per lei è stato un bellissimo quadro.


Se potessi descrivere la tua maternità con un’immagine, una sensazione o una parola, quale sarebbe oggi?

Paola: Gioia infinita, colorata. Un po’ come una spiaggia che vede tutti i tempi: alba, pioggia, sole, tramonto, cielo stellato…


Oggi si celebrano le mamme: se potessi mandare un messaggio alla Paola del passato, quella che stava per intraprendere questo viaggio, cosa le diresti?

Paola: Rifarei tutto, a volte con più spensieratezza e meno stress, ma fa parte del viaggio della consapevolezza. Le direi: brava Paola, che bella vita che hai vissuto e costruito!