Meet the Buyer SS26. Ladies & Gentlemen “The SS26 Show”
Per la Spring 2026, Meet The Buyer evolve in una narrazione scenica. CoccoleBimbi sceglie di raccontare il buying come un gesto creativo, consapevole, quasi performativo. Un atto che prende forma sul palco, dove ogni scelta è pensata. Il lusso, qui, non ha a che fare con l’eccesso o con l’anticipare il tempo dell’infanzia. È piuttosto la capacità di restare fedeli a ciò che si è, di abitare con naturalezza la propria identità. Il luogo simbolico in cui questo accade è uno spazio sospeso, leggero ma denso, dove sogno e realtà convivono senza scontrarsi. Un teatro invisibile in cui lo stile non pesa, non impone, non grida. Esiste.
Il teatro come metafora
Il set è un teatro essenziale: un sipario rosso, un pavimento in legno, un palco immaginato più che dichiarato. Il teatro è il luogo della messa in scena, ma anche della precisione. Nulla è lasciato al caso: ogni gesto è studiato, ogni entrata ha un senso, ogni pausa contribuisce alla narrazione.
Allo stesso modo, il buying non è una semplice selezione di prodotti. È una regia. Una sequenza di scelte che, stagione dopo stagione, costruisce un racconto coerente.
In questo progetto, Cesare Morisco non è soltanto il volto di Meet The Buyer, ma il regista silenzioso dello spettacolo. Il suo lavoro non è inseguire le tendenze, ma orientarle: individuare brand capaci di parlare la lingua di CoccoleBimbi, fatta di identità riconoscibili, profondità culturale e visione.
On Stage: Spring SS26
La Spring ‘26 messa in scena da CoccoleBimbi è una collezione corale, costruita attraverso brand manifesto che incarnano approcci diversi ma complementari. Heritage e sperimentazione, ironia e rigore, street attitude e codici iconici convivono in un equilibrio misurato.
Marc Jacobs dialoga con Max&Co., Gucci Kids incontra Converse, Fear of God Essentials costruisce nuovi volumi accanto a Fendi Kids, mentre Marni Kids, Molo, Billieblush, MM6 Maison Margiela, Versace, Diesel, Etro e Golden Goose disegnano un panorama ricco ma mai ridondante. Ogni brand porta sul palco una voce distinta, contribuendo a un racconto collettivo che parla di infanzia contemporanea, consapevole e libera.
I bambini non sono manichini né interpreti di ruoli prestabiliti: come il set, anche loro sono generati dall’intelligenza artificiale, ma indossano capi veri della Spring ’26, animando lo spazio con naturalezza e spontaneità. L’infanzia diventa così energia viva, creativa e libera, pronta a occupare la scena.